(AVInews) – Perugia, 10 set. – Circa 150 docenti da tutta Italia, più di 50 umbri, hanno preso parte al secondo seminario nazionale della Rete di ‘Avanguardie educative’, organizzato a Perugia, lunedì 7 e martedì 8 settembre, dall’Istituto tecnico tecnologico statale (Itts) ‘Alessandro Volta’ di Perugia in collaborazione con l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire).

 

L’Itts ‘Volta’ è uno dei 22 fondatori, a livello nazionale, del Movimento delle Avanguardie educative, nato inizialmente come progetto dell’Indire e successivamente diventato appunto un movimento che attualmente coinvolge oltre 900 scuole italiane. La sua mission “è quella di individuare, supportare, diffondere, portare a sistema pratiche e modelli educativi volti a ripensare l’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del ‘fare scuola’, in una società della conoscenza in continuo divenire”.

Il ‘Volta’ è stato dunque uno dei primi, nel 2014, a sottoscrivere il ‘Manifesto programmatico per l’innovazione’ e avviare, pertanto, percorsi di innovazione, le cosiddette Idee: l’idea proposta e ‘coltivata’ dall’Itts ‘Volta’ è quella delle ‘Aule laboratorio disciplinari’: proprio per capire cosa sono e come funzionano, i docenti delle diverse scuole hanno ricevuto una formazione nei due giorni, teorica e pratica, essendo il ‘Volta’ scuola capofila delle Idee e Polo regionale per la formazione di Avanguardie educative.

Con le Aule laboratorio disciplinari ‘cade’ la configurazione tradizionale secondo cui a ogni classe è attribuito uno spazio in cui gli studenti vivono la maggior parte del tempo scuola e gli insegnanti girano da una classe all’altra, a favore di aule riprogettate e riallestite con un setting funzionale alla disciplina che vi si insegna.

Il docente avrà così non più un ambiente indifferenziato per la propria lezione ma un laboratorio con libri, device, strumentazioni specifiche della materia. Questo comporta l’assegnazione dell’aula laboratorio al docente e non alla classe, con gli studenti che si spostano di volta in volta nell’aula appropriata.

A discutere di questo e altri metodi innovativi del fare scuola c’erano Elisabetta Mughini, referente scientifico di Avanguardie educative e dirigente di ricerca Indire, Rita Coccia, dirigente scolastico dell’Itts Volta, Gianluca Tuteri vicesindaco e assessore a Scuola ed edilizia scolastica del Comune di Perugia, e Sabrina Boarelli, dirigente tecnico dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria.

“Da anni ormai – ha dichiarato Coccia – facciamo innovazione nella didattica perché i ragazzi cambiano di generazione in generazione e la scuola deve recepire i loro bisogni formativi e adeguarsi, per questo è importantissima la formazione dei docenti. L’innovazione permette allo studente di avere un curriculum aggiornato ed essere quindi contattato più facilmente dalle aziende. Noi manteniamo i rapporti con circa 400 aziende del territorio e ci conforta molto il fatto di avere una percentuale altissima di ragazzi che trovano lavoro entro i sei mesi dal diploma”.

 

“Il progetto delle Avanguardie educative – ha affermato Mughini – è nato per la scuola italiana con la scuola italiana. Esistono ancora dei gap tra le scuole delle diverse regioni. Quello che facciamo a livello nazionale è fornire strumenti affinché questi gap possano non sussistere più. La scuola umbra ha avuto i suoi momenti di difficoltà come qualsiasi altra regione che ha dovuto cambiare le rotte dello sviluppo economico, ma senza dubbio oggi ci troviamo ospiti di un istituto, il ‘Volta’, che ha raggiunto il massimo dell’efficienza ed eccellenza formativa, comprovato dagli iscritti”.

“Il ‘Volta’ – ha commentato Boarelli – è una scuola che ha un know how molto forte. Può diventare un modello, una sorta di testimonial per promuovere e trasferire innovazione”. “Puntare sull’innovazione – ha affermato Tuteri – ha permesso al Volta di aumentare in maniera esponenziale i suoi iscritti e ridurre notevolmente il fenomeno della dispersione scolastica. Forse è accaduta quella magia di cui parlavo oggi con una classe di scuola primaria. Gli insegnanti sono riusciti a trasformare la noia, che noi tutti abbiamo provato stando seduti tra i banchi, in gioia; una gioia di conoscere, di apprendere, e la conoscenza è strumento di crescita”.

Rossana Furfaro

 
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