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HOME » studenti genitori personale » area studenti » alunni diversamente abili agg. 9 Settembre 2016

Azioni per Alunni con Bisogni Educativi Speciali

Una scuola inclusiva "si organizza, accoglie e valorizza" e il nostro Istituto vuole essere una comunità integrante ed inclusiva in cui si sviluppa l'esperienza fondamentale per acquisire abilità e conoscenze garantendo lo sviluppo armonico di ogni alunno; una comunità in cui anche gli alunni che presentano vari tipi di bisogni educativi speciali sono considerati protagonisti della propria crescita, in possesso di potenzialità da valorizzare e sviluppare.

La direttiva del Ministero dell'Istruzione sui bisogni educativi speciali del 27/12/2012 "Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione" è un documento di notevole importanza che prende atto della complessità di esigenze educative e didattiche di cui il mondo della scuola deve tener conto nella pratica quotidiana. Questo atto normativo mette in risalto la presenza nelle classi di un'ampia area di svantaggio scolastico, composta da tre categorie di studenti:
alla prima categoria appartengono gli studenti disabili con certificazione di handicap in base alla legge n.104/1992;
alla seconda categoria appartengono gli studenti con disturbi evolutivi specifici;
alla terza categoria appartengono gli studenti con svantaggio socio-economico, culturale e linguistico.

La direttiva estende pertanto a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione richiamandosi espressamente ai principi della legge n.53 del 2003.
Inoltre, la scuola predispone un PdP (Piano didattico Personalizzato) per gli alunni DSA con certificazione, come previsto dalla legge n.170 del 2010.
La pianificazione di contesti didattici, coerentemente con le linee guida del Ministero Istruzione, volta alla realizzazione di una scuola inclusiva, richiede l'assunzione di impegni collegiali ed il rispetto di compiti precisi. La circolare n.8 del 6 marzo 2013, illustra le indicazioni operative per l’attuazione della direttiva ministeriale. Tra le azioni strategiche per realizzare una "politica dell'inclusione", la circolare indica "l'elaborazione del Piano Annuale per l'Inclusività".

Il P.A.I, secondo la C.M. del 27/06/2013, è uno strumento teso ad accrescere la consapevolezza dell'intera comunità educante sulla centralità e trasversalità dei processi inclusivi, in relazione alla qualità dei risultati educativi, per creare un contesto educante, all'interno del quale realizzare concretamente la scuola "per tutti e per ciascuno".
Le principali linee di azione del P.A.I. dell'I.T.T.S, attraverso cui costruire una didattica realmente inclusiva, sono:
  • Rilevazione precoce di situazioni problematiche attraverso osservazioni sistematiche di comportamento e modalità di apprendimento, al fine di rimuovere gli "ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione";
  • Creazione di un clima di accoglienza, che favorisce lo sviluppo di capacità relazionali;
  • Collegialità nella programmazione di interventi adeguati atti a valorizzare le capacità e potenzialità di ciascun alunno;
  • Costruzione di percorsi partecipati con famiglie, enti, aziende, associazioni e strutture sanitarie;
  • Uso di metodi, strategie efficaci (apprendimento cooperativo, peer-tutoring, lavoro di gruppo, role play, didattica laboratoriale, didattica multisensoriale);
  • Utilizzo di tecnologie multimediali (computer, notebook per usufruire di software specifici, LIM);
  • Organizzazione nella scuola di spazi funzionali;
  • Previsione di tempi didattici distesi, individualizzati ed integrati;
  • Verifica periodica volta a favorire un feed-back tempestivo;
  • Formazione del personale docente e no.

  • L'organizzazione dell'Istituto prevede la presenza sia di organi specifici sia di personale qualificato, al fine di attuare la piena inclusione.
    Si riporta di seguito un quadro riassuntivo degli organi preposti al processo di inclusione.

    Quadro riassubtivo
    Personale Compiti

    Dirigente scolastico

  • Coordinamento attività di Istituto e presiede il G.L.I. d’Istituto
  • Formazione classi
  • Assegnazione insegnanti di sostegno
  • Rapporti con le Amministrazioni locali
  • G.L.I. (gruppo di lavoro per l’inclusione: Dirigente scolastico, funzioni strumentali, referente D.S.A ,docenti sostegno,docenti curricolari  operatori, enti locali, genitori,)

  • propone il Piano Annuale Inclusione;
  • propone al Collegio dei Docenti una programmazione degli obiettivi che confluisce nel PAI;
  • rileva tutti i BES;
  • gestisce i documenti (PEI, PDP etc);
  • coordina tutte le attività.
  • Verifica il livello e la qualità dell’inclusione  nelle classi e nella scuola
  • Collegio docenti

     Su proposta del G.L.I Delibera il PAI

    Consiglio d classe

  •  individua i BES;
  • redige il PDP;
  • redige il PEI in collaborazione con il G.L.H operativo
  • Referente D.S.A. a) coordina le attività  affinché i Consigli di ciascuna classe con alunno con DSA approntino, entro la fine del mese di Novembre, il Piano Didattico Personalizzato;
    b) fornisce indicazioni circa le disposizioni normative vigenti;
    c) fornisce indicazioni di base su strumenti compensativi e misure dispensative al fine di realizzare un intervento didattico il più possibile adeguato e personalizzato;
    d) collabora, ove richiesto, alla elaborazione di strategie volte al superamento dei problemi nella classe con alunni con DSA;
    e) offre supporto ai colleghi riguardo a specifici materiali didattici e di valutazione;
    f) offre supporto ai docenti di classe per la programmazione di attività didattiche di approfondimento precoce delle situazioni difficili.
    Funzione strumentale
  • Raccorda le diverse realtà (Enti territoriali, Aziende, scuole, A.S.L e famiglie)
  • Attua il monitoraggio di progetti
  • Coordina il personale
  • Promuove l’attivazione di laboratori specifici
  • Controlla la documentazione in ingresso e predispone quella in uscita.
  • Insegnante di sostegno

  • Partecipa alla programmazione educativa e didattica e alla valutazione
  • Cura gli aspetti metodologici e didattici
  • Svolge il ruolo di mediatori dei contenuti programmatici, relazionali e didattici
  • Tiene rapporti con la famiglia, esperti A.S.L operatori comunali
  • Organizza stage lavorativi
  • Insegnante curricolare

  • Accoglie l’alunno nel gruppo classe favorendone l’integrazione con la classe
  • Partecipa alla programmazione specificando metodi, obiettivi contenuti inerenti la propria disciplina
  • Partecipa alla valutazione individualizzata
  • Personale socio educativo assistenziale

  • Fornisce indicazioni utili alla predisposizione del P.E.I.
  • Collabora con gli insegnanti per la partecipazione dell’alunno a tutte le attività scolastiche e formative
  • Si attiva per il potenziamento dell’autonomia della comunicazione e della relazione dell’alunno
  • Personale ausiliario
  • Presta ausilio materiale agli alunni disabili nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’ igiene personale
  • G.L.H. operativo
    Per gli studenti certificati Legge n.104/92
  • Raccoglie i dati per tracciare un primo profilo del soggetto
  • Svolge le attività previste per il progetto accoglienza
  • Redige il P.D.F e il P.E.I secondo la normativa e effettua verifiche del programmato.


  • Nello specifico, la progettazione didattica che si rivolge ad alunni diversamente abili inseriti nelle classi del biennio e del triennio può essere raggruppata in due modelli principali:
  • Frequenza orientata alla acquisizione del titolo, con un percorso che può essere di due tipi:
    1. curricolare: viene definito un P.E.I. che persegue gli obiettivi curricolari
    2. con obiettivi minimi: viene definito un P.E.I. con l’esplicitazione degli obiettivi minimi didattici
  • Frequenza non orientata alla acquisizione del titolo di studio, ma all’attestazione delle competenze, con un percorso:
    1. funzionale all'acquisizione dell'attestato delle competenze. Viene definito un P.E.I. che persegue obiettivi semplificati secondo curricoli funzionali che hanno come finalità la formazione lavorativa attraverso percorsi in alternanza e stage formativi.
  • Nella nostra scuola sono attivi:
  • "laboratori di autonomia" che prevedono percorsi di acquisizione di competenze sociali presso Enti esterni
  • “laboratori di acquisizione di competenze lavorative" rivolti agli studenti con bisogni educativi speciali, sia del biennio sia del triennio, atti a sviluppare competenze utili nel mondo del lavoro (attività di segreteria, biblioteca, laboratori di grafica, informatica, meccanica, elettronica e chimica)
  • "laboratori di potenziamento di abilità manuali" al fine di sviluppare la coordinazione fine e la motricità
  • "laboratorio sicurezza" teso a favorire la capacità di orientarsi all'interno dell’edificio scolastico
  • attività in collaborazione con il C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico) per l'allestimento di attività sportive atte a favorire l’integrazione

  • La scuola attiva, altresì, un "Circolo di studio" dove si riuniscono e si incontrano in rete docenti di sostegno e docenti curricolari per approfondire il modello I.C.F. (classificazione Internazionale del Funzionamento della disabilità e della Salute).
    Il modello fa riferimento al concetto di funzionamento della persona, introdotto nel 2001 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: un individuo non si qualifica più per le sue menomazioni, ma per gli aspetti positivi che emergono nel rapporto con l'ambiente sociale, culturale e personale in cui vive. In tale ambiente esistono elementi fisici e psicologici che ne ostacolano le attività e la partecipazione (barriere), ma anche elementi che ne favoriscono l'integrazione sociale (facilitatori).
    Per la scuola si tratta di rimuovere le barriere e potenziare i facilitatori. L’I.C.F, inoltre, costituisce un punto di riferimento per riconoscere i Bisogni Educativi Speciali.
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    Dislessia
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